Prima di iniziare…

Nessun importante successo è stato conseguito senza entusiasmo.
Ralph Waldo Emerson

Una mia amica il mese scorso mi ha fatto notare che i miei post contengono troppe parole.
In effetti, viviamo in un mondo di parole (e di informazioni).
Forse ne usiamo troppe.
Forse le utilizziamo male.
Sicuramente lo facciamo quando siamo stanchi, distratti, di fretta o semplicemente quando l’impulso prevale sulla ragione.
Lo stesso accade con il cibo.
Parole e cibo devono essere equilibrati per il nostro benessere e per quello (per me ben più importante) dei bambini e dei giovani di questo nuovo millennio.

Edoardo Boncinelli nel suo libro Lettera a un bambino che vivrà 100 anni – Rizzoli Editore – scrive: “Tu, che ti sei affacciato alla vita in questi giorni hai una probabilità su due di vivere oltre cent’anni. E non posso non augurarti che si tratti di una esistenza serena e felice. Certo diversa, e probabilmente molto diversa, da quella dei tuoi genitori o dei tuoi nonni. Io ti posso raccontare ciò che ti succederà sul piano della salute, starà a te dare dei contenuti al tempo che ti verrà assegnato…”

Dare dei contenuti al tempo che ci verrà assegnato…

Tempo & Salute sono strettamente intrecciati: dobbiamo trovare il tempo per occuparci della nostra salute, e soprattutto di quella dei bambini e dei giovani, come raccomanda L’OMS (ti ricordi il mio primo post dell’aprile 2011?).
Dobbiamo farlo serenamente, senza privazioni, senza rinunce.
Dobbiamo farlo con gioia: equilibrando e aggiungendo…
Aggiungendo il piacere.

Il piacere di prenderci cura di noi stessi, del nostro benessere
e di quello delle persone che amiamo.

Qualche sera fa facevamo le polpetteTerminato l’impasto, modelliamo le polpette e le sistemiamo per bene su un piatto. A questo punto Maria raccomanda: “Ora, prima di cuocerle, le lasciamo riposare un paio d’ore, così si rassodano e si amalgamano bene”. Ho pensato che il riposo delle polpette assomiglia molto a quello che succede nella nostra mente quanto elaboriamo le idee. Le idee sono il risultato di esperienze, incontri, riflessioni, suggestioni: tanti “ingredienti” che si mettono insieme e poi producono pensieri nuovi. Ma prima che ciò accada è utile far riposare quegli ingredienti, dargli il tempo di depositarsi, amalgamarsi, rassodarsi. Il riposo delle polpette è come il riposo dei pensieri: dopo un po’, vengono meglio. La cucina non è solo il luogo in cui si progettano sopravvivenza e piacere.

La cucina è anche un luogo per allenare la mente.

Osservare i processi di cottura, le trasformazioni della materia sotto il calore del fuoco, le imperative regole degli accostamenti, l’ordine e la sequenza dei gesti, può aiutarci a riflettere sulle regole che governano l’esistenza quotidiana, su quello che accade ogni giorno intorno a noi, sul nostro rapporto col mondo, con gli altri, con noi stessi. Cucinare non è una pratica minore, ma stimola l’intelligenza… 

Il riposo della polpetta, Massimo Montanari – Editori Laterza

 

la cucina di Ludovica

La cucina di Ludovica

 

Vi aspetto la prossima settimana nella mia cucina.

Con un Libro, una ricetta e…

Mi raccomando: non dimenticate il grembiule!

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Oggi

In qualsiasi momento della vita si può prendere in mano le redini e cambiare il proprio destino. (Fabio Volo)

In tempo di crisi parlare di qualità e consigliare di investire una maggiore quantità di denaro nei prodotti alimentari forse suona un po’ stonato. Ma se desideriamo vivere una vita sana dobbiamo investire tempo e denaro nella qualità del cibo che consumiamo ogni giorno.

“Pur avendo acquisito un notevole grado di autonomia, l’organismo umano dipende dall’ambiente che lo circonda per il suo sviluppo, per il suo funzionamento e per la ripartizione delle perdite. Alla base di tutti i fenomeni biologici messi in atto per sopperire da un lato ai suoi bisogni energetici (o di funzione) e dall’altro ai suoi bisogni plastici (o di struttura) stanno due fasi di un unico processo fisiologico: l’alimentazione e la nutrizione, che intimamente legate fra loro si integrano e si completano”.

Dietologia Pratica, Ferro Edizioni.

L’aspetto nutritivo di un alimento è costituito non solo dalla quantità, ma soprattutto dalla qualità dei principi nutritivi. All’interno dell’organismo gli alimenti vengono scomposti nei loro componenti, quali glucosio, acidi grassi, aminoacidi, vitamine, minerali, antiossidanti, polifenoli, ecc. Ognuna di queste sostanze è utilizzata dalle nostre cellule per ricavare energia, costruire i tessuti, reintegrare le perdite e regolare le funzioni.

Non solo.

C’è molto altro…

Credetemi!

Per questo, prima di investire il nostro denaro, vale la pena dedicare il nostro tempo per informarci. Consapevoli, però, che il nostro tempo (come il nostro denaro) non è gratis e non è infinito, quindi va gestito saggiamente. Perché anche se siamo riusciti ad aggiungere anni alla vita, c’è un traguardo ben più importante per tutti noi e soprattutto per i bambini e gli adolescenti:

Invecchiare lentamente con una buona qualità di vita…

L’organismo umano è una struttura complessa governata da regole ben precise. Nella società di oggi queste regole non sempre vengono rispettate. Non è colpa di nessuno. Siamo semplicemente tutti di corsa e alla sera siamo stanchi!

Stanchi di impegni e di parole.

E quando finalmente possiamo rilassarci (un attimo) abbiamo solo voglia di spegnere il cervello.

Che peccato! Perché il nostro cervello non deve mai andare in vacanza. Deve semplicemente riposarsi…

Rilassarsi nella riflessione.

Ognuno di noi ha un suo modo per staccare la spina dagli impegni e dalle priorità. Se state pensando: “Io non me lo posso permettere mai durante la settimana, a volte riesco nei weekend, ma non sempre”. Questa non è la strada giusta da cui partire.

Athos e il divano rosso

Athos è il mio cane. Il mio lupo cecoslovacco. Furbo, intelligente, ribelle, selvaggio… affettuoso. Abbiamo un nostro modo di comunicare e di convivere. Ognuno di noi ha il suo spazio e rispetta quello altrui. Mentre scrivo e lavoro, Athos occupa il divano rosso. Una presenza rassicurante e confortante.

Lui è rilassato perché può starmi vicino per gran parte della giornata ed io sono serena nella mia solitudine creativa. Quando mi sposto in cucina per preparami i pasti, Athos abbandona il divano e si accuccia davanti al piano di cottura, in attesa che qualcosa di commestibile lo raggiunga gratificandolo per la sua pazienza.

Accendo la musica e inizio a pulire le verdure. Athos mi osserva: sa che appena avrò terminato di cucinare, mi occuperò di lui e del suo cibo.

Alcuni anni fa la mia vita non era questa.

Correvo dalla mattina alla sera. Mangiavo quando potevo, cercando di scegliere e di cucinare il meglio per me, ma non sempre trovavo il tempo di fare entrambe le cose.

Alcuni anni fa: Che cosa conoscevo di quello che mi stava accadendo?

Sicuramente non avevo le informazioni (gli strumenti) per costruire il mio benessere.

Così ho iniziato il mio allenamento.

Giorno dopo giorno, mese dopo mese, ho trasformato il mio stile di vita. Serenamente… Inserendo uno alla volta gli alimenti più importanti per la mia salute. Ognuno di noi può farlo.

Mia nonna diceva:

Non è mai troppo tardi per fare la cosa giusta!

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Voltiamo pagina

Voltiamo pagina.
E’ necessario!

Lo dico a me e a tutte le donne che si sentono stanche, sono sempre di corsa e non riescono a trovare abbastanza tempo per sé stesse.

Oppure il tempo lo troviamo, ma lo usiamo nel modo sbagliato:

 mangiamo troppo, mangiamo male, non mangiamo abbastanza,
mangiamo per coccolarci, mangiamo perché ci sentiamo cerebralmente sole,
mangiamo per gratificarci, mangiamo per golosità, mangiamo senza fare attività fisica, mangiamo senza rilassarci, mangiamo senza assecondare i fabbisogni dell’organismo…

 Corriamo dalla mattina alla sera.

Organizziamo la nostra giornata incastrando saggiamente le diverse priorità, riusciamo a gestire i contrattempi, curiamo ogni membro della famiglia con amore, dispensiamo consigli e “pillole di saggezza femminile” ad amici, parenti, colleghi di lavoro…

E quando finalmente arriva il nostro turno, siamo troppo stanche per occuparci di noi e del nostro reale benessere e così rimandiamo a domani quello che invece dovremmo fare oggi.

Che peccato!
Sai perché?

Continua a leggermi e lo scoprirai…

Il sesto senso

Se la materia grigia fosse più rosa, il mondo avrebbe idee meno nere.

- Pierre Dac

 Vincenzo Cerami nel suo libro “Consigli a un giovane scrittore” (Einaudi) scrive:

Il linguaggio della fantasia: il sesto senso… Mi riferisco allo <spazio mentale> dentro cui inventiamo e costruiamo (facciamo accadere) le nostre storie. E’ il regno che potremmo chiamare del <sesto senso>, dell’intuizione… gli scrittori, più umilmente, lo trattano come fosse un semplice luogo delle fantasie, spesso localizzato dalle parti della testa, un po’ dentro e un po’ fuori, un po’ nella memoria e un po’ nella vita”.

 Per i filosofi “l’intuizione” rappresenta la “conoscenza immediata” che non utilizza il ragionamento. Può essere interpretata come “un sapere non acquisito, ma innato”.

Per mia nonna dosare il sale e il pepe era un atto puramente e totalmente intuitivo:

Sale e pepe devono essere saggiamente dosati come il nostro sesto senso”.

Nei libri o nelle riviste di ricette al termine dell’elenco degli ingredienti spesso leggiamo:

sale e pepe Q.B.

 Q.B = Quanto Basta.

Il Q.B. è quel “pizzico” che varia notevolmente e non è possibile quantificare con precisione, ma deve essere sempre dosato alla perfezione per ottenere un delizioso equilibrio di aromi e di sapori in perfetta sintonia con gli ingredienti utilizzati.

“Quando aggiungi il sale e il pepe”, mi diceva mia nonna “devi sempre porti una domanda”:

Cosa realmente conosco di quanto mi sta accadendo?

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Calde emozioni allo zenzero

Alcuni mesi fa ho conosciuto una donna, Patrizia, con una personalità molto intensa come il sapore delle fettine di zenzero avvolte da un sottile e croccante strato di zucchero. Quando l’ascolto percepisco la sua forza, la passione per il suo lavoro e la creatività che anima le sue parole, ma quando osservo la mimica del suo viso e l’espressione del suo sguardo, sento il sentimento profondo che la unisce ai suoi piccoli allievi. Patrizia (dal 1999) è docente di propedeutica alla danza presso la “Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala” e il suo impegno maggiore è rivolto ai bambini:

“Attraverso i bambini” afferma Patrizia “ riscopro il mio IO più profondo e ritrovo la bambina felice ma anche timida e insicura che sono stata…Fornire ai giovani la possibilità di crescere in armonia con sé stessi, attraverso una metodologia che rispetta le loro esigenze, mi realizza completamente non solo come persona, ma soprattutto come educatrice perché il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza non è solo un prezioso universo da difendere, ma un importante stimolo di riflessione per diventare individui migliori”.

Quando lavoriamo noi donne dobbiamo dosare saggiamente la nostra sensibilità femminile (come i granelli di zucchero che avvolgono le morbide fettine di zenzero) per concentrarci razionalmente sulle responsabilità che ogni professione richiede, soprattutto se si opera nel campo della salute, dell’infanzia e dell’educazione. Ma è importante preservare quel “IO profondo” che ci permette di comunicare con i bambini, di interpretare i loro gesti, di cogliere le loro importanti richieste di aiuto, di condividere i loro semplici e intensi momenti di gioia.

Il regno dell’innocenza, ove dimorano i bambini.

Ogni volta che guardo negli occhi un bimbo, la purezza del suo sguardo e la sua innocenza mi ricordano la natura e le cose semplici della mia infanzia felice. Come la natura si svela a noi senza segreti, il bimbo si manifesta nella sua vera essenza, così come un fiore è un fiore, la nuvola una nuvola…

Alcuni adulti, invece, per necessità o per mancanza di consapevolezza, tendono a dare un’immagine di sé che non gli appartiene.

Vi siete mai chiesti:

  • Quanto della semplicità e dell’innocenza dell’infanzia conserviamo ancora nella vita adulta?
  • Ci sono momenti in cui possiamo essere semplicemente e totalmente noi stessi, trasparenti e veri come un bambino?

Se spendiamo tutte le nostre energie per diventare uomini e donne di successo, appagando principalmente la nostra ambizione morale ed economica a discapito della tranquillità e della semplicità della vita, rischiamo di perdere la vera essenza dell’essere umano: la capacità di ascoltare oltre le parole.

Dice il poeta libanese Kahlil Gibran: “I vostri figli…essi non vengono da voi ma attraverso di voi… potete amarli ma non costringerli ai vostri pensieri, poiché essi hanno i loro pensieri. Potete custodire i loro corpi ma non le loro anime”.

I bambini innocenti, come gli animali, lasciano attraverso l’istinto che sia la natura a stabilire per loro ciò che sono e che potranno diventare in futuro. Noi adulti (e la società in cui viviamo), nei nostri ruoli di genitori o di educatori, non dobbiamo spegnere quella scintilla di originalità che contraddistingue e rende unici i bambini: esseri umani speciali in ogni fase della loro crescita, ma soprattutto nella manifestazione delle loro emozioni…

Perdere l’innocenza originaria e non saper più giocare con i bambini, e come i bambini, significa spezzare il filo delicato che unisce il mondo degli adulti a quello dell’infanzia. Penso che il compito principale delle famiglie e degli educatori sia quello di dare ai bambini l’opportunità di vivere il loro tempo, in modo emozionale e relazionale, rispettando le loro aspettative e guidandoli con le giuste regole a scoprire le loro reali inclinazioni.

Patrizia Campassi

Zuppa di lenticchie rosse con porri caramellati allo zenzero

Ingredienti per quattro persone
400 g di lenticchie rosse
2 piccole carote tagliate a dadini
2 gambi di sedano tagliati a dadini
150 g di porri tagliati longitudinalmente a striscioline
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaio di olio di sesamo
1 cucchiaino di curcuma
40 g di zenzero fresco affettato finemente
Un pizzico di sale marino integrale
Sesamo nero per decorare
Acqua q.b.

In un tegame di terracotta mettete le lenticchie, le carote, il sedano, la curcuma e un cucchiaio di olio extravergine, versate 700-800 ml di acqua e mescolate. Coprite con un coperchio e portate a ebollizione a fiamma vivace. Abbassate il fuoco e proseguite la cottura per circa un’ora. Frullate con il frullatore a immersione oppure passate nel passaverdura. Regolate di sale, condite con 2 cucchiai di olio extravergine e tenete in caldo.

Rosolate lo zenzero nell’olio di sesamo, unite i porri e lasciate insaporire per alcuni minuti a fuoco medio (devono risultare croccanti, ma non bruciati).

Versate la zuppa nei piatti, distribuite i porri creando una coreografia e decorate con il sesamo. Accompagnate con pane di kamut leggermente tostato.

 

 

“Bisogna rimanere semplici fino all’ultimo,
a costo di farci prendere in giro dalla gente,
di sentirci incompresi dagli altri, a costo anche della solitudine,
come ho provato io stesso.
Ogni essere umano ha dentro un fanciullino,
e quella creatura sublime vive dentro di noi fino a che non la uccidiamo
con le nostre falsità, con il nostro egoismo e con la nostra indifferenza.”
*Romano Battaglia*

 

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Sussurri di frutta al cardamomo

Bene!
E’ iniziato un nuovo anno.
Il contesto attuale non è dei più rosei: ovunque si parla di crisi…
Qui no!
In questo blog ci rilassiamo, cuciniamo e riscopriamo la semplicità della vita come ci hanno insegnato i nostri nonni.

A proposito.
Alcuni giorni fa un mio giovane alunno, mentre preparavamo un dolce ai fiocchi d’avena, mi ha chiesto cos’è la creatività.
Sono andata a curiosare nel mio “ripostiglio delle frasi utili” e ho trovato questa:

Il 2009 è stato proclamato: European Year of Creativity and Innovation (l’Anno Europeo della Creatività e Innovazione) con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza dell’importanza della creatività e dell’innovazione in quanto competenze chiave per lo sviluppo personale, sociale ed economico.

Un concetto importante, però non facile da spiegare a un bambino di 6 anni.

Ancora una volta il ricordo di mia nonna, in cucina e con le mani sempre infarinate, mi ha aiutata a trovare una soluzione facile e… gustosa! Per mia nonna la creatività consisteva nell’inventare nuove ricette con alimenti semplici e naturali.

Alcuni anni fa mia madre ha trovato un suo quaderno dedicato alla frutta secca e ai semi oleosi. Nella prima pagina, scritta da me con una calligrafia ancora molto incerta (avevo appena compiuto 5 anni) ho trovato queste parole:

Noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi e… sono doni preziosi di madre natura per creare qualcosa di nuovo e rallegrare l’inverno.

Negli ultimi anni la frutta secca e i semi oleosi hanno suscitato l’interesse dei ricercatori.

Sembra che questi alimenti se consumati regolarmente possono dare un importante contributo alla nostra salute. Le noci e i semi di lino, per esempio, sono una buona fonte di acidi grassi omega-3. I semi di zucca sono ricchi in ferro e magnesio, mentre quelli di girasole apportano principalmente vitamina E, vitamina B1 e selenio. Anche le mandorle contengono vitamina E, insieme a ferro, potassio, magnesio e alcune vitamine del gruppo B. Nei pistacchi la presenza di fibre è paragonabile a quella dei broccoli e degli spinaci.

La frutta secca e i semi oleosi forniscono inoltre polifenoli e steroli vegetali, importanti per il buon funzionamento delle nostre cellule.

Mia nonna benché non conoscesse queste informazioni, utilizzava abitualmente questi cibi per insaporire verdure, cereali, legumi, carne e pesce e per preparare prodotti da forno dolci e salati.

“La natura non produce olio extravergine d’oliva e neppure burro, panna o strutto, quindi non abusarne quando cucini” mi diceva…

“Ma non affliggerti perché fornisce in abbondanza noci, nocciole, mandorle, pinoli, semi di girasole, lino, sesamo, zucca, che rallegrano le tue ricette e ti coccolano dolcemente… Ricordati di dosare sempre la giusta quantità di grassi, cercando l’equilibrio e l’armonia dei sapori. La cucina è come la musica e la danza: un’arte a tutti gli effetti. Le note sono sempre le stesse, i passi una volta imparati non sono difficili da memorizzare, ma le combinazioni, i suoni, le coreografie, possono essere creati in un’infinità di modi diversi. Solo la consapevolezza e la passione, insieme al talento, alla curiosità e alla determinazione, riescono a creare qualcosa di nuovo e di <magico> in grado di suscitare in chi osserva, ascolta o degusta intense e appaganti emozioni”.

Sussurri di frutta al cardamomo

Ingredienti per 4 persone

  • 8 cucchiai di nocciole tostate tritate
  • 4 cucchiai di farina di mandorle
  • 2 kiwi
  • 1 mela
  • 1 pera
  • 4 cucchiaini di semi di lino
  • 1 cucchiaio di semi di girasole
  • 2 cucchiai abbondanti di uvetta essiccata oppure di mirtilli rossi essiccati*
  • 4 cucchiaini di sciroppo d’acero oppure di succo d’agave*
  • Un pizzico di cardamomo in polvere
  • Il succo di un’arancia
  • 4 fette di arancia e 4 noci per decorare

Pulite la frutta e tagliatela a dadini. Mettetela in una capiente terrina con lo sciroppo d’acero, la farina di mandorle, i semi di lino e il cardamomo e mescolate bene.

Prendete 4 bicchieri di vetro (capienti) e alternate:

  • uno strato di frutta,
  • uno di nocciole,
  • uno di uvetta,
  • terminate con i semi di girasole.

Irrorate con il succo d’arancia e decorate con le fette d’arancia e le noci.
Servite subito

*Nota: si acquistano nei negozi di alimenti naturali.

 

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Al di là delle parole

Tra quattro giorni è Natale.
Credo sia il momento giusto per raccontarti un evento accaduto cinque anni fa, che ha portato molta dolcezza nella mia vita.

Novembre 2006.

Un mio collega pediatra mi consultò per affidarmi una bambina di 7 anni con sospetta anoressia. Dopo due sedute in ambulatorio in cui cercai invano di entrare in contatto con lei, le chiesi se aveva voglia di venire a casa mia a fare i biscotti di riso al cioccolato. Mi scrutò in cerca di garanzie e poi mi chiese: “Di che colore è la tua cucina?”. Le risposi che era arancione. “Allora verrò” mi disse. E il giovedì successivo poco prima delle 5 di pomeriggio, suonò il campanello. L’accolsi con il grembiule, invece del camice e la lasciai libera di prendere confidenza con la casa. Zampettò su e giù, toccò qua e là fermandosi ogni tanto per analizzarmi. Finsi di non accorgermi e iniziai a preparare gli ingredienti sul piano di lavoro.

“Hai un grembiule anche per me?” mi chiese. L’aiutai a indossarlo. Naturalmente era arancione e lei mi abbozzò un sorriso di ringraziamento. Le feci leggere la ricetta. Sembrava interessata. Le spiegai che in pasticceria non è possibile improvvisare. Gli ingredienti devono essere scrupolosamente pesati e le dosi rispettate affinché il risultato sia perfetto. Le avvicinai la bilancia e le affidai le materie prime: farina di riso, amido di mais, uova, zucchero di canna, olio di riso, cacao, cardamomo, vaniglia in polvere e lievito istantaneo. Era molto attenta e precisa. Mentre trasferiva gli alimenti nell’impastatrice mi domandò: “Ti sei accorta che a volte le parole rimbalzano e tornano indietro, perché tutti hanno sempre qualcosa da dire, ma pochi sanno veramente ascoltare, così tutti quanti dobbiamo sempre iniziare da capo?” E poi aggiunse “Che fatica!” e azionò l’impastatrice.

In effetti siamo abituati a vivere in un mondo di suoni e di parole. Siamo bombardati da informazioni di ogni genere, a volte totalmente contraddittorie, ma non sempre ce ne rendiamo conto. Il più delle volte formuliamo una domanda senza dare tempo al nostro interlocutore di rispondere. La mia generazione sembra essere proiettata in una frenesia di impegni e di occupazioni che non lasciano spazio al dialogo e all’ascolto. Siamo talmente abituati a fare più cose contemporaneamente e a rincorrere il tempo, che spesso non ci rendiamo conto del susseguirsi delle stagioni. Ci lamentiamo delle situazioni negative, ma non riusciamo ad abbandonare i nostri riti quotidiani, le abitudini ormai consolidate, a favore dei cambiamenti necessari per migliorare le nostre condizioni di vita.

Siamo forniti di un cervello pensante, ma tendiamo ad esaurirlo stimolandolo con strumenti esterni o sollecitandolo in estenuanti elucubrazioni mentali che non sempre riusciamo a trasformare in azioni. Molti credono che l’intelligenza e le competenze tecniche siano sufficienti per raggiungere brillanti traguardi a livello professionale, dimenticando che la dimensione spirituale della vita è il fondamento per raggiungere la realizzazione come persone e come esseri umani. Perché al centro delle nostre esistenze, familiari e sociali, ci sono sempre i rapporti umani, che devono essere coltivati nel giusto tempo, nei giusti modi e con i giusti mezzi. Come un orto ben curato in condizioni climatiche favorevoli donerà i suoi frutti garantendo il giusto nutrimento nelle diverse stagioni, nello stesso modo se impariamo a equilibrare il rumore con il silenzio, il dialogo con l’ascolto, lo stress negativo con lo stress positivo, rallentando i ritmi e riappropriandoci del nostro tempo, eviteremo di oltrepassare il nostro limite e di compromettere le nostre scelte. Se non recuperiamo innanzitutto il dialogo con noi stessi non riusciremo mai ad uscire dal vortice delle parole che rimbalzano e tornano indietro.  Se non ci fermiamo un attimo, anche solo 5 minuti, per metterci in ascolto della nostra interiorità non troveremo facilmente la direzione giusta da cui partire per risolvere un problema.

E così, quando l’impasto divenne liscio, morbido e omogeneo, pronto per essere trasformato in appetitosi biscotti grazie al calore del forno, alla qualità degli ingredienti utilizzati e alle attenzioni della mia giovane cuoca che, in silenzio aveva saggiamente equilibrato le dosi, schiacciai il tasto dell’impastatrice e il rumore cessò.

Lei mi guardò e mi chiese: “Mi aiuti a fare i biscotti?” e mi donò il suo primo vero sorriso.

Buon Natale!

 

I Biscotti per Babbo Natale

 INGREDIENTI

  • 150 g di farina di riso
  • 100 g di amido di mais
  • 30 g di cacao amaro in polvere
  • 2 uova
  • 80-100 g di zucchero di canna
  • 30 g olio di riso
  • 1 cucchiaino di cardamomo
  • 1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere
  • 1 bustina di lievito istantaneo
  • Bevanda di riso q.b.

In una capiente terrina mettete la farina di riso, l’amido di mais, il cacao, lo zucchero, il cardamomo, la vaniglia e il lievito e mescolate. Unite i tuorli e l’olio di riso e iniziate a impastare. Aggiungete gli albumi montati a neve e incorporateli delicatamente all’impasto. Dovete ottenere un composto liscio, morbido e omogeneo (se necessario versate un po’ di bevanda di riso). Con l’aiuto di un cucchiaio prelevate piccole porzioni e adagiatele sulla teglia rivestita con carta-forno. Infornare a 180°C per 10 minuti circa. Lasciate intiepidire e servite.

 

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Ludovica all’Agriturismo Le Piagge

Domenica 27 dicembre Percorsi di cucina per i bambini per imparare a mangiare meglio e vivere bene. Agriturismo Le Piagge – Ponzone (AL) – Tel. 0144 378886

stefania.grandinetti@alice.it

 

 

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Alleniamoci alla voglia di star bene

Allora… Come va con i “bonus tempo” giornalieri?
Riesci a rallentare i ritmi e a riappropriarti del tuo tempo anche per soli 5 minuti al giorno? Devi assolutamente farlo perché è importante per la tua salute fisica e mentale. Lo so è difficile! Sembra che siamo tutti dentro uno strano ingranaggio di impegni, responsabilità, doveri e priorità. Modificare questi ritmi frenetici può sembrare solo un’utopia. Ma non è così. Dobbiamo solo trovare una motivazione e… allenarci!

Sì è proprio quello di cui abbiamo bisogno: ogni giorno facciamo un qualcosa di importante per la nostra “voglia di star bene”.

Iniziamo a piccoli passi.
O se preferisci: con un allenamento leggero.

Come quando si decide di andare a correre per mantenersi in forma o per perdere un po’ di tessuto adiposo. Di solito si cerca un percorso breve e si inizia a passo lento per pochi minuti al giorno. Progressivamente si aumenta la velocità, la distanza percorsa e il tempo. Progressivamente…

Quindi procediamo con ordine.

Prima di tutto la motivazione:

  1. Perché ti sto invitando ad allenarti a un corretto stile di vita?
  2. Che vantaggi otterrai?
  3. Quanta fatica ti costerà?

La prima risposta è semplice: non possiamo continuare a trascurare quello che la scienza medica sta divulgando ormai da anni. Fermiamoci almeno un attimo e ascoltiamo (o leggiamo) le parole dei ricercatori.

Scegliamo il primo da cui partire.

Per esempio Marco Bianchi: classe 78, lavora presso la fondazione IFOM – Istituto FIRC (Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) di Oncologia Molecolare di Milano, un centro di ricerca molto importante a livello internazionale. Marco studia i complessi meccanismi che portano una cellula sana a trasformarsi in malata. Oltre al suo lavora, l’altra sua passione è cucinare.

Se leggi i suoi libri (I magnifici 20 e Le ricette dei magnifici 20 – Ponte delle Grazie – Adriano Salani Editore) scoprirai in un linguaggio semplice e molto piacevole quello che devi sapere per proteggere la tua salute o, se preferisci, per invecchiare LENTAMENTE con una BUONA  qualità di vita.

Niente di complicato.
Niente di punitivo.
Anzi!

Marco sa catturare l’attenzione in modo goloso e gioioso.

Ti presenta gli alimenti che devono entrare nella tua quotidianità in modo positivo (non ti preoccupare molti cibi sono parte della nostra tradizione, come le verdure, i legumi, i cereali integrali, le erbe aromatiche, la frutta e il cioccolato fondente; altri invece sono meno comuni, come i germogli, la soia, i semi oleosi, le spezie, il tè verde, ma ormai anche loro stanno iniziando a diventare familiari…).

Se leggi i suoi libri scopri nuove ricette e nuovi accostamenti. Magari inizialmente non tutto quello che cucini incontra i gusti dei tuoi familiari, ma vale la pena provare.

Mi raccomando… Non arrenderti al primo insuccesso (come a volte accade nelle fasi iniziali di un allenamento), ma persisti con determinazione e coraggio, esercitando la tua fantasia e la tua curiosità.

Sono certa che troverai gli accostamenti (per esempio sostituendo una verdura con un’altra che preferisci, oppure utilizzando una spezia più delicata come la curcuma invece del curry) più giusti per te e per la tua famiglia.

Quali saranno i vantaggi?

Secondo Marco (ora dimentica il cuoco e concentrati sulla sua attività di ricercatore) dobbiamo consumare giornalmente gli alimenti (ne ha individuate 20 categorie) che svolgono una funzione benefica sulla nostra salute: i nutraceutici (dall’unione di due parole: nutrizione e farmaceutica). Questi cibi aiutano le nostre cellule a funzionare in modo ottimale.

E se lo scrive Marco possiamo crederci! Perché ti posso assicurare che la scienza è sempre valida quando è correttamente divulgata.

Non a caso, per iniziare il nostro allenamento ho scelto i libri di Marco, dove troverai molte ricette e informazioni scientifiche “in tempo reale”, o se preferisci: “appena sfornate” dai ricercatori!

E a proposito di forno, ti saluto con:

Il pane di Ludovica

La storia del pane è la storia della civiltà contadina, della coltivazione dei cereali, del loro raccolto, della macinazione dei chicchi, della lievitazione e della cottura della pasta. Morbido, fragrante e profumato, a volte saporito, a volte insipido, il pane è da millenni l’alimento più semplice e buono, simbolo di serenità e di benessere.

Preparare il pane in casa è divertente e sano. Basta scegliere farine biologiche macinate a pietra e mescolarle seguendo i nostri gusti.

Prova a prepararlo con:
250 g di farina bianca di farro, 50 g di farina integrale di segale,
130 g di farina di kamut, 50 g di farina di orzo e 100 g di farina d’avena;
25 g di lievito fresco, 350 ml di acqua tiepida, 5 g di malto oppure di miele,
12 g di olio extravergine d’oliva e 5 g di sale marino integrale.

Sciogli il lievito nell’acqua tiepida con il malto (o il miele) che renderà il tuo pane più fragrante. Impasta con energia fino a ottenere un composto liscio e omogeneo (privo di grumi). Avvolgilo in un panno di lino oppure di cotone umido e mettilo nel forno (spento) a lievitare per due ore. Trascorso questo tempo dai alla tua pagnotta la forma che desideri, adagiala in una teglia da forno, coprila con il panno umido e lasciala lievitare ancora un’ora. Se preferisci invece di un solo pane, fai tanti panini. Cuoci in forno caldo a 180-190°C fino a quando il pane avrà una crosta dorata (non bruciata mi
raccomando!) e la mollica sarà soffice e ben cotta. Per controllare la cottura inserisci uno stuzzicadenti e se lo estrai asciutto allora il tuo pane è pronto per essere gustato.
Se hai fretta, usa questa ricetta con la macchina del pane. A volte gli elettrodomestici possono diventare uno strumento utile per proteggere la salute!

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I colori dell’autunno

Se c’è un CIBO buono, pulito e giusto, c’è anche un MODO buono (per il corpo), pulito (per la mente) e giusto (per lo spirito) che aiuta i bambini a crescere sani.

Sto trascurando il mio blog.
Questa non è una cosa carina, quindi devo provvedere al più presto.
Insomma mi devo organizzare!
Sai perché ho scritto una fiaba con ricette?
Perché mi sembra un ottimo strumento per unire genitori e figli intorno ai fornelli.

Non solo.

Ho pensato di usare la fiaba (la fantasia) per spiegare ai bambini e agli adulti come utilizzare il cibo per preservare la salute. Sto leggendo “Mangia, prega, ama”, il libro (la storia) di Elizabeth Gilbert da cui è stato tratto l’omonimo film con Julia Roberts. La protagonista decide di iniziare “un cammino verso la felicità”. Le tappe sono tre: Italia (mangia), India (prega), Indonesia (ama). Nulla da commentare sulle ultime due mete, ognuno scelga la sua, ma quando si parla di cibo credo che noi Italiani siamo sicuramente i migliori!

Lasciamelo dire, anzi scrivere! La nostra cucina è la più amata in ogni parte del mondo. Ci sono piatti della nostra tradizione che sono conosciuti ovunque (pensiamo alla pasta e alla pizza) e alcuni cibi sono così unici (come per esempio il Parmigiano Reggiano) che non possono essere imitati. Siamo sicuramente il Paese in cui c’è la maggior varietà di prodotti agroalimentari, alcuni con radici molto antiche. Per non parlare dei nostri cuochi, che sanno abilmente trasformare le materie prime in piatti che sembrano opere d’arti.

Elizabeth Gilbert, a pezzi dopo un divorzio, sceglie come prima meta l’Italia per “rifocillarsi”. Ha bisogno di riposarsi, di rilassarsi e di ritrovare il piacere di “vivere la vita”. E così unisce la cultura con la tavola. Noi siamo qui, in questo meraviglioso Paese ricco di storia e di tradizioni, dove lavorano i migliori produttori di cibo e dove operano i più abili cuochi e cosa facciamo? A volte siamo così di corsa, così stanchi… così “spenti” che ci dimentichiamo di apprezzare le ricette tradizionali italiane o non abbiamo voglia di cucinarle.

Che peccato!

A differenza di Elizabeth Gilbert non dobbiamo prendere un aereo e andare in un altro continente per ritrovare le energie, rilassarci intorno a un tavolo e gustare dell’ottimo cibo … Dobbiamo semplicemente fermarci un attimo e riscoprire quello che la nostra Italia ci offre, sia dal punto di vista gastronomico, culturale e umano. Forse non è il tuo caso, ma trovo che molte persone abbiano perso il piacere di “mangiare bene” e si accontentino di quello che capita, senza pensare a cosa (e come) stanno mangiando. Soprattutto i giovani. Da un certo punto di vista hanno ragione. I bambini e gli adolescenti hanno altre priorità e il cibo non è sicuramente una di queste (a meno che non si sviluppino patologie come l’obesità, il diabete mellito, ecc.). Però non dobbiamo arrenderci e soprattutto dobbiamo evitare che perdano le nostre tradizioni o, peggio ancora, che trascurino la propria salute (intesa non come assenza di malattia, ma come percezione del benessere). Per questo dobbiamo riscoprire il piacere di cucinare.

Dobbiamo assolutamente rallentare i ritmi.
Lo so!
E’ difficile!
Ma passo dopo passo, giorno dopo giorno, possiamo provare a fare piccoli cambiamenti nel nostro stile di vita (nel nostro correre quotidiano) e risparmiare un po’ del nostro tempo così da avere un bonus che possiamo utilizzare a fine giornata per preparare con i bambini una cena insolita e gustosa. Mia nonna diceva che la cucina è l’unica magia che dura tutta la vita e che noi donne possiamo utilizzare per incantare i nostri mariti e i nostri figli e donargli la felicità!

A presto!

Paola

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Ti cucino la salute conLudovica!

Ciao sono Alice, ma quando cucino mi trasformo in…
LUDOVICA (LuceDonoVitaCasa): La tua Voglia di star bene…
Hai voglia di provare le mie ricette?

Orzo perlato con finocchi e aneto al profumo di coriandolo

 Per 4 persone
Ingredienti
240-280 g di orzo perlato
2 finocchi
4-5 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1-2 cucchiaini di aneto essiccato
Un pizzico di coriandolo in polvere
Mix di pepe in grani (facoltativo)
Acqua o brodo vegetale biologico
Semi di girasole e di zucca per decorare

Cuocere l’orzo in acqua bollente salata per circa 20 minuti.
Nel frattempo pulire e affettare finemente i finocchi.
In una padella antiaderente versare 2 cucchiai di olio e rosolare i finocchi per alcuni minuti a fiamma media. Abbassare la fiamma, coprire con un coperchio e portare a cottura, bagnando con acqua o brodo vegetale se necessario.
Scolare l’orzo e saltarlo in padella con i finocchi. A fuoco spento aromatizzare con l’aneto, il coriandolo ed eventualmente il pepe, condire con l’olio e mescolare accuratamente. Decorare con i semi di girasole e di zucca e servire.

Servire l’orzo con pesce al cartoccio.

Tortino di farro con zucca, porri e Parmigiano Reggiano

Per 4 persone
Ingredienti
240-280 g di farro integrale in chicchi
400 g di polpa di zucca
2-3 porri piccoli
4-5 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 rametto di rosmarino
Un pizzico di curry o alcuni stigmi di zafferano
Acqua o brodo vegetale biologico
Alcune scaglie di Parmigiano Reggiano
Semi di sesamo per decorare

Cuocere il farro in acqua bollente come indicato sulla confezione.
Nel frattempo pulire e affettare finemente i porri.
In una padella antiaderente versare 2 cucchiai di olio e soffriggere i porri con il rametto di rosmarino per alcuni minuti a fiamma media. Abbassare la fiamma, unire la polpa di zucca tagliata a dadini, coprire con un coperchio e portare a cottura, bagnando con acqua o brodo vegetale se necessario.
Scolare il farro e saltarlo in padella con i porri e la zucca. A fuoco spento aromatizzare con il curry (o lo zafferano), condire con l’olio e mescolare.
Distribuire nei piatti, aggiungere le scaglie di Parmigiano Reggiano e decorare con i semi di sesamo. Servire subito.

 

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Cibele Edizioni presenta Ludovica a Torino

Ludovica e la foresta dei cristalli di zucchero di Paola reverso

Cibele Edizioni

Scarica qui il trailer della fiaba

 

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