Nessun importante successo è stato conseguito senza entusiasmo.
Ralph Waldo Emerson
Una mia amica il mese scorso mi ha fatto notare che i miei post contengono troppe parole.
In effetti, viviamo in un mondo di parole (e di informazioni).
Forse ne usiamo troppe.
Forse le utilizziamo male.
Sicuramente lo facciamo quando siamo stanchi, distratti, di fretta o semplicemente quando l’impulso prevale sulla ragione.
Lo stesso accade con il cibo.
Parole e cibo devono essere equilibrati per il nostro benessere e per quello (per me ben più importante) dei bambini e dei giovani di questo nuovo millennio.
Edoardo Boncinelli nel suo libro Lettera a un bambino che vivrà 100 anni – Rizzoli Editore – scrive: “Tu, che ti sei affacciato alla vita in questi giorni hai una probabilità su due di vivere oltre cent’anni. E non posso non augurarti che si tratti di una esistenza serena e felice. Certo diversa, e probabilmente molto diversa, da quella dei tuoi genitori o dei tuoi nonni. Io ti posso raccontare ciò che ti succederà sul piano della salute, starà a te dare dei contenuti al tempo che ti verrà assegnato…”
Dare dei contenuti al tempo che ci verrà assegnato…
Tempo & Salute sono strettamente intrecciati: dobbiamo trovare il tempo per occuparci della nostra salute, e soprattutto di quella dei bambini e dei giovani, come raccomanda L’OMS (ti ricordi il mio primo post dell’aprile 2011?).
Dobbiamo farlo serenamente, senza privazioni, senza rinunce.
Dobbiamo farlo con gioia: equilibrando e aggiungendo…
Aggiungendo il piacere.
Il piacere di prenderci cura di noi stessi, del nostro benessere
e di quello delle persone che amiamo.
Qualche sera fa facevamo le polpette… Terminato l’impasto, modelliamo le polpette e le sistemiamo per bene su un piatto. A questo punto Maria raccomanda: “Ora, prima di cuocerle, le lasciamo riposare un paio d’ore, così si rassodano e si amalgamano bene”. Ho pensato che il riposo delle polpette assomiglia molto a quello che succede nella nostra mente quanto elaboriamo le idee. Le idee sono il risultato di esperienze, incontri, riflessioni, suggestioni: tanti “ingredienti” che si mettono insieme e poi producono pensieri nuovi. Ma prima che ciò accada è utile far riposare quegli ingredienti, dargli il tempo di depositarsi, amalgamarsi, rassodarsi. Il riposo delle polpette è come il riposo dei pensieri: dopo un po’, vengono meglio. La cucina non è solo il luogo in cui si progettano sopravvivenza e piacere.
La cucina è anche un luogo per allenare la mente.
Osservare i processi di cottura, le trasformazioni della materia sotto il calore del fuoco, le imperative regole degli accostamenti, l’ordine e la sequenza dei gesti, può aiutarci a riflettere sulle regole che governano l’esistenza quotidiana, su quello che accade ogni giorno intorno a noi, sul nostro rapporto col mondo, con gli altri, con noi stessi. Cucinare non è una pratica minore, ma stimola l’intelligenza…
Il riposo della polpetta, Massimo Montanari – Editori Laterza
Vi aspetto la prossima settimana nella mia cucina.
Con un Libro, una ricetta e…
Mi raccomando: non dimenticate il grembiule!















